mercoledì 30 novembre 2016

Scegliere gli hard disk esterni: autoalimentati o con cavo di alimentazione a parte?

Se si hanno problemi di spazio residuo sul computer la soluzione migliore è espandere la memoria disponibile. Puntare infatti solo alla pulizia dei file inutili e alla cancellazione di quelli vecchi non farebbe altro che spostare di qualche periodo il problema, la soluzione più adatta è allora acquistare un buon hard disk esterno con cui risolvere definitivamente il problema dello spazio residuo per i file. Per scegliere il miglior hard disk esterno viene però necessario conoscere alcune differenze fra le varie alternative del mercato, non tutti gli HDD esterni sono infatti uguali, alcuni differiscono per dimensioni fisiche, oltre che per capacità, e per altri fattori quali ad esempio la velocità di trasmissione e scrittura o l’alimentazione.

Proprio riguardo alla questione alimentazione, si può fare un primo importante distinguo: se si ha bisogno di unità compatte e leggere, da portare sempre in giro, meglio optare per gli hard disk da 2,5“ autoalimentati che funzionano semplicemente collegandoli al computer (o a qualsiasi altro dispositivo) tramite un cavo USB.
Se invece non si hanno grosse esigenze di mobilità è possibile scegliere hard disk esterni da 3,5” che sono più grandi di quelli da 2,5″, più pesanti e spesso hanno un alimentatore separato (cioè vanno messi in corrente). In compenso hanno una velocità di rotazione generalmente più alta (7.200 rpm contro i 5.400 dei dischi da 2,5″) e sono mediamente più economici.

Gli hd esterni autoalimentati possono rivelarsi un’arma a doppio taglio, perché se da un lato si ha la comodità di non utilizzare una presa di corrente dedicata per il funzionamento dell’hard disk, dall’altro si deve sempre fare attenzione che il dispositivo sia collegato ad una presa alimentata, altrimenti l’HD esterno non funzionerà. Infatti se si dispone di Hub USB e questo non è alimentato (come accade nella maggior parte dei casi), l’hard disk portatile non funzionerà.

Solitamente gli hard disk esterni non autoalimentati invece, sono più grandi dei loro fratelli, e si sta parlando degli hard disk esterni desktop, ovvero quelli che hanno una capacità di memoria più ampia e sono appunto adatti per stazionare su una scrivania. Con questo particolare tipo di periferica per pc, non si avranno problemi di connettività, perché l’hard disk funzionerà sempre, in qualsiasi presa USB sarà collegata, proprio perché viene alimentato direttamente dalla presa di corrente.

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lunedì 28 novembre 2016

La capacità delle memorie per fotocamere, una questione di priorità

Buone fotocamere, buone borse, buon treppiedi, ma per quanto riguarda le memore per fotocamere? Tutti sanno quanto sia importante avere il giusto tipo di flash memory. Alta capacità, velocità e affidabilità sono parametri tutti importanti quando si tratta di scegliere la giusta scheda di memoria, anche se a volte è consigliabile non esagerare con la capacità delle memoria della proprio fotocamera.
Un primo distinguo essenziale riguarda gli acronimi che indicano proprio la capienza delle memorie per fotocamere compatte e reflex: esistono tre tipi di SD: SD (Secure Digital), SDHC (Secure Digital High Capacity) e SDXC (Secure Digital eXtended Capacity). Escludendo subito le SD -in quanto obsolete-, la scelta da fare è tra le SDHC e le SDXC. Le SDHC sono prodotte in tagli di capienza tra i 4GB e i 32GB e sono le schede che ad oggi sono più diffuse e convenienti. Le più costose SDXC sono utilizzabili solo sulle macchine fotografiche più recenti (per sapere se la propria fotocamera digitale può usarle basta leggere il manuale d’uso) e sono prodotte in tagli da 32GB a salire.

flash memory Normalmente ciò che guida alla scelta della migliore scheda SD è essenzialmente la sua capacità. Si è portati a pensare che maggiore è la capacità di una scheda, maggiore è la sua convenienza. È un ragionamento che ha un fondamento reale, ma si tratta più di un retaggio derivante dal mondo della tecnologia (smartphone, tablet) che di un principio valido in fotografia. Infatti, se è pur vero che il progresso tecnologico sforna sensori sempre più densi di pixel e con file conseguentemente di peso via via maggiore, è anche vero che è bene non esagerare con i GB.
Se si immagina di eseguire un servizio fotografico, è normale pensare di eseguire centinaia e centinaia di scatti, ed è pertanto plausibile credere che ciò di cui il fotografo necessita sia di una scheda di memoria per fotocamere di alta capacità. Ma, poiché i problemi sono sempre in agguato, cosa accadrebbe nel caso in cui la scheda di memoria smettesse di funzionare per qualche motivo o se persino qualcuno rubasse la fotocamera? Si rischierebbe di perdere tutto il lavoro.
È questo il motivo per cui i fotografi più avveduti sono soliti avere diversi “set” di memory card al proprio seguito. È quindi meglio prediligere più schede con tagli in grado di garantire una capienza di circa 200/250 scatti, piuttosto che una unica SD in grado di raccoglierne migliaia, col rischio di perderli tutti.

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venerdì 18 novembre 2016

Come trasformare un hard disk interno in uno esterno

Trasformare un hard disk interno in esterno è una pratica ottima, ad esempio, quando il notebook o PC ha problemi di funzionamento ma il disco (o i dischi) restano integri. Con una spesa piuttosto modica, infatti, è possibile riciclare i dischi trasformandoli in veri e propri HDD esterni USB, alla stregua delle classiche “chiavette”. Non c’è bisogno di particolare pratica o esperienza per farlo: si dovrà al massimo essere capaci di montare un piccolo box, spesso senza viti e ad incastro, e di collegare un cavo USB al PC.HD interni Il trucco è, appunto, quello di smontare l’HD interno dal PC o dal notebook e di inserirlo in un box tutto suo o in una docking station, a loro volta collegati al PC (e a volte all’alimentazione da corrente).

L'unità disco che si vuole convertire in HD esterno o drive USB portatile può anche essere vecchia, ma deve funzionare bene. Se si andasse ad utilizzare un HDD interno che sta per rompersi definitivamente o che ha dei settori corrotti si corre il rischio di perdere tutti i dati che si salvano al suo interno. Per verificare se un disco funziona bene ci sono dei programmi di controllo salute di un hard disk come Crystal Disk, che analizza tutti i settori e fornisce un preciso indicatore sullo stato e sulle prestazioni del drive.

La maggior parte delle custodie includono un guscio rigido e un piccolo circuito, che è essenzialmente un adattatore tra l’interfaccia SATA e quella USB. Ci sono alcune cose da considerare prima di installare gli HD interni in un involucro esterno. Se il disco è criptato, per esempio, si potrebbe voler connetterlo con il sistema di origine, per accedervi e fare il backup di tutti i file importanti. Anche se il disco non è criptato è comunque una buona idea fare il backup prima di iniziare la “trasformazione” dell’hard disk da interno a esterno. La maggior parte degli alloggiamenti esterni disponibili oggi sono tuttavia dotati di tecnologia matura e sono assolutamente affidabili.
hard disk esterno L’hard disk si connette al circuito incluso, poi scivola all’interno del guscio, chiuso da alcune piccole viti. In genere nella confezione di vendita sono inclusi tutti i cavi necessari alla connessione con il PC, oltre che a una custodia per il trasporto. Per il processo di montaggio dovrebbe essere necessario solo un piccolo cacciavite, alcune volte incluso anch’esso nel prodotto in vendita. In alcuni modelli è presente una protezione interna sul fondo dell’hard disk, che è dove il circuito è esposto. A questo punto tutto quello che resta da fare è collegarlo a una porta USB disponibile del PC.

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martedì 15 novembre 2016

I principali accessori per hard disk: custodie e case

L’acquisto di un hard disk esterno non si esaurisce solo nella scelta del brand e della capacità del dispositivo in cui si desidera tenere al sicuro i propri file più importanti. Tra gli accessori per HDD esterni infatti, custodie per il trasporto e box rivestono un ruolo importante affinchè tutti i file archiviati continuino a essere conservati senza pericoli.
box hard disk esterni Le custodie per HD esterni sono fondamentali non solo per riporli ma anche per trasportarli. È importante scegliere un modello imbottito, così che durante gli spostamenti non ci siano problemi con l’hd. Chi è abituato a portare la memoria esterna sempre con se, e a metterla nella borsa dell’ufficio, sa quanto sia importante che la custodia resista non solo agli urti ma anche alla pressione che causano gli altri oggetti. Infatti una custodia più o meno rigida fa la differenza. Ovviamente se la custodia serve solo per riporre l’hd nel cassetto dopo l’uso, senza subire movimenti, allora l’imbottitura non è importante.
Inoltre bisogna tener conto della grandezza dell’hard disk. Ci si deve assicurare di avere le misure a portata di mano, così da essere certi di prendere la giusta custodia. I modelli disponibili dispongono di dettagliata scheda che indica le caratteristiche, dimensioni comprese.
Gli scompartimenti interni sono importanti per poter sistemare al meglio tutti gli accessori. Ad esempio potrete inserire nella custodia non solo il cavetto USB 2.0 o 3.0 ma anche il libretto illustrativo o eventuale CD per l’installazione sul pc. Le divisioni possono essere nette, ovvero con una separazione rigida, oppure è presente una “rete” che divide senza però appesantire e far sembrare gli interni più piccoli. Alcune case produttrici, applicano all’intero della custodia anche uno scompartimento per l’hard disk con dei ganci a cui si può bloccare, così da impedire movimenti al suo interno. Da ricordare il fatto che la custodia deve essere compatibile con il modello di HDD esterno: non sarebbe possibile utilizzare una custodia classica con un hard disk con alimentatore esterno perchè fisicamente ci sarebbero problemi nel riporre l’oggetto.
hd esterno Per quanto riguarda il case per HD esterno si consiglia di tenere a mente i seguenti suggerimenti: il case dev'essere robusto e solido, l'interfaccia di comunicazione usb deve essere almeno 2.0, possibilmente l'alimentazione deve avvenire tramite il solo cavo usb.
Ma a volte questo non è possibile. Gli hd da 3.5" infatti necessitano, il più delle volte, di alimentazione esterna e risulta quasi impossibile trovare un box con alimentazione usb.
Per gli hd esterni da 2.5" le cose cambiano, in questo caso infatti è più semplice trovare dei case con alimentazione usb, e in quel caso bisogna preferirli agli altri.

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